
Circuito Ovest
Parco nazionale del Katavi
Mandrie enormi di bufali e pozze affollate di ippopotami in uno dei parchi più deserti della Tanzania.
- Superficie
- Circa 4.500 km²
- Altitudine
- Circa 800–1.500 m
- Istituito
- Istituito come parco nazionale negli anni Settanta e ampliato in seguito (da confermare)
- Ideale per
- Concentrazioni di bufali e ippopotami nella stagione secca in una solitudine quasi totale
Il Parco nazionale del Katavi si trova nell’ovest remoto della Tanzania e copre circa 4.500 km² di pianure alluvionali, boschi di miombo, laghi stagionali e fiumi orlati di palme. È spesso descritto come uno degli ultimi veri parchi selvaggi del Paese, e il numero di visitatori è una frazione minima di quello del nord: in molte giornate potreste non incrociare nemmeno un altro veicolo.
Il carattere del parco cambia completamente con le stagioni. Durante le piogge il fiume Katuma dilaga sulla piana di Katisunga e i laghi si riempiono; con l’avanzare della stagione secca l’acqua si ritira e gli animali sono attratti da ciò che resta. I bufali si radunano in mandrie che possono contare centinaia di capi, e gli ippopotami si accalcano nelle pozze in via di prosciugamento con densità davvero sorprendenti, insieme al rumore, alla polvere e alla tensione che ne derivano.
Il Katavi non è un parco levigato e comodo, ed è proprio questo il punto. L’osservazione della fauna è stagionale e può essere scarsa fuori dai mesi secchi, i campi sono pochi e semplici rispetto agli standard di lusso, e arrivare fin qui richiede impegno. Per chi ha già fatto i circuiti classici e cerca natura selvaggia senza folla, è difficile trovare di meglio.


Punti salienti
- Mandrie di bufali molto numerose sulle pianure alluvionali di Katisunga e Chada nella stagione secca
- Pozze di ippopotami che si concentrano in modo spettacolare mentre il fiume Katuma si ritira
- Grandi coccodrilli, alcuni dei quali si rifugiano in cavità nelle rive a fine stagione secca
- Grandi elefanti e buone probabilità di vedere leoni; sono presenti leopardi e altri predatori
- Safari a piedi e fly-camping con i campi che li propongono
- Visitatori eccezionalmente pochi: la sensazione reale di avere il parco tutto per sé
Cosa fare
- Fotosafari sulle pianure alluvionali e lungo il fiume Katuma
- Safari a piedi guidati con un ranger armato (dove consentito)
- Fly-camping con pernottamento con alcuni campi selezionati
- Giornate fotografiche alle pozze degli ippopotami e ai guadi del fiume
- Birdwatching sui laghi e sulle pianure alluvionali
Fauna che potreste incontrare
La fauna selvatica resta selvatica: queste sono le specie che si spera di incontrare qui, mai una garanzia.
- Bufalo, in alcune delle mandrie più numerose della Tanzania
- Ippopotamo, concentrato nelle pozze nella stagione secca
- Coccodrillo del Nilo, compresi esemplari insolitamente grandi
- Elefante, giraffa, zebra e topi
- Leone, con leopardo, iena macchiata e (occasionalmente) licaone anch’essi presenti
- Antilope cavallina e antilope nera nella foresta di miombo, e antilope alcina nelle pianure
- Uccelli acquatici sui laghi stagionali, tra cui cicogne, pellicani e aquile pescatrici
Organizzare la visita
- Periodo migliore
- La stagione secca, all’incirca da giugno a ottobre, è di gran lunga la migliore: l’acqua concentra gli animali e lo spettacolo alle pozze degli ippopotami cresce verso la fine dei mesi secchi. La maggior parte dei campi chiude durante le grandi piogge (all’incirca da marzo a maggio), quando le piste diventano impraticabili.
- Come arrivare
- Al Katavi si arriva di fatto solo in aereo. Piccoli aerei di linea e charter servono una pista vicino al parco, di solito da Arusha o da Dar es Salaam, e spesso si combina con il Mahale nello stesso circuito. Esiste un accesso stradale da Mbeya e Sumbawanga, ma è lungo e accidentato e raramente lo consigliamo ai viaggiatori.
- Buono a sapersi
- Il Katavi è fortemente stagionale: fuori dai mesi secchi gli animali si disperdono e alcuni campi sono chiusi.
- Nei boschi sono presenti mosche tse-tse; abiti dai colori neutri aiutano (evitate il blu scuro e il nero).
- Le strutture sono limitate e remote; è indispensabile un’assicurazione completa con copertura per l’evacuazione.
- Di norma valgono i limiti di bagaglio dei piccoli aerei (circa 15 kg in borse morbide).
- Katavi e Mahale si combinano naturalmente, perché sono serviti dalle stesse rotte aeree.
Cosa vedere qui
Fauna selvaticaTrekking degli scimpanzé
Nell’estremo ovest della Tanzania, sulle ripide pendici boscose sopra il Lago Tanganica, comunità di scimpanzé selvatici sono studiate e abituate alla presenza umana da decenni. Il trekking per trovarli è una camminata impegnativa e che rende umili, non un fotosafari, e il tempo con il gruppo è volutamente limitato per proteggerne la salute.
AvventuraSafari a piedi
Un safari a piedi cambia la scala di ogni cosa. Invece di coprire distanze si rallenta fino alle tracce, agli escrementi, al canto degli uccelli e all’odore delle foglie schiacciate, accompagnati da una guida professionista e da un ranger armato, come richiede il regolamento dei parchi. Si tratta di capire, non di collezionare grandi animali.


