
Circuito Nord
Parco nazionale del Tarangire
Baobab giganti, grandi mandrie di elefanti e un fiume che nella stagione secca attira gli animali.
- Superficie
- Circa 2.850 km²
- Altitudine
- Circa 1.000–1.500 m
- Istituito
- 1970
- Ideale per
- Elefanti, baobab e osservazione della fauna lungo il fiume nella stagione secca
Di solito a circa due-tre ore di strada da Arusha, il Parco nazionale del Tarangire è spesso la prima tappa di un safari sul Circuito Nord, e per molti viaggiatori diventa il preferito. Il suo paesaggio di praterie dorate, boscaglia di acacie e baobab imponenti è molto diverso dalle pianure aperte del Serengeti.
Il parco è noto soprattutto per gli elefanti, che nei mesi secchi possono radunarsi in numero impressionante lungo il fiume Tarangire. Accanto a loro potreste vedere giraffe, zebre, gnu, bufali, impala e leoni, con la possibilità di leopardi e ghepardi. Il Tarangire è molto gratificante anche per il birdwatching, con diverse centinaia di specie censite.
Poiché è relativamente vicino ad Arusha e meno affollato dei parchi più famosi, il Tarangire è il luogo ideale per entrare nel ritmo del safari: sveglie all’alba, pranzi lunghi e fotosafari nella luce dorata.



Punti salienti
- Alcune delle più grandi mandrie di elefanti del nord della Tanzania, soprattutto nella stagione secca
- Baobab iconici, alcuni ritenuti vecchi di molti secoli
- Il fiume Tarangire, una calamita per gli animali all’incirca da giugno a ottobre
- Un’avifauna eccezionale, con molte specie colorate e migratrici
- Paesaggi punteggiati di alberi, meravigliosi da fotografare
- In genere più tranquillo del Serengeti e di Ngorongoro
Cosa fare
- Fotosafari al mattino, al pomeriggio e di una giornata intera
- Safari a piedi guidati in aree e concessioni selezionate (dove consentito)
- Safari notturni nelle aree esterne al parco nazionale dove permesso
- Birdwatching con la vostra guida
- Aperitivo al tramonto con vista sul fiume o sulle pianure
Fauna che potreste incontrare
La fauna selvatica resta selvatica: queste sono le specie che si spera di incontrare qui, mai una garanzia.
- Elefante africano, spesso in grandi mandrie nella stagione secca (mai garantito)
- Giraffa masai e zebra comune
- Leone e, con un po’ di fortuna, leopardo o ghepardo
- Bufalo cafro e gnu
- Impala, cobo e antilope alcina
- Orice beisa dalle orecchie a ciuffo e piccolo kudu nel sud più arido del parco (rari)
- Inseparabile dal collare giallo e storno cenerino, entrambi presenti quasi soltanto in questa parte della Tanzania
Organizzare la visita
- Periodo migliore
- La stagione secca, all’incirca da giugno a ottobre, è il periodo migliore per la fauna, che si concentra intorno al fiume. La stagione verde (all’incirca da novembre a maggio) è rigogliosa, più tranquilla e ottima per gli uccelli e i cuccioli, anche se durante le piogge più intense alcune piste possono essere fangose.
- Come arrivare
- Di solito a circa due-tre ore di strada da Arusha, il che lo rende una facile prima o ultima tappa di un safari al nord. Alcuni lodge si raggiungono anche con piccoli aerei che atterrano su piste vicine.
- Buono a sapersi
- In alcune zone boscose possono esserci mosche tse-tse: abiti dai colori neutri (evitate il blu scuro e il nero) aiutano.
- Safari a piedi e safari notturni sono possibili solo in alcune aree e con campi specifici.
- Si combina naturalmente con Lago Manyara, Ngorongoro e Serengeti.
Cosa vedere qui
Fauna selvaticaLa Grande Migrazione
La Grande Migrazione è il movimento continuo di ben oltre un milione di gnu, insieme a centinaia di migliaia di zebre e gazzelle, attraverso l’ecosistema del Serengeti alla ricerca di pascoli e acqua. Non è un singolo evento con una data fissa, ma un ciclo ininterrotto, i cui tempi cambiano ogni anno con le piogge.
Guida mese per mese
Fauna selvaticaI Big Five
I Big Five sono il leone africano, il leopardo, l’elefante, il bufalo cafro e il rinoceronte. La Tanzania è uno dei pochi Paesi in cui si possono vedere tutti e cinque, anche se non sono distribuiti in modo uniforme e il rinoceronte nero in particolare è raro. Vederne quattro su cinque in un safari ben pianificato al nord è realistico; vederli tutti e cinque è possibile ma mai garantito.
Cultura e storiaCultura masai
I masai sono un popolo di pastori di lingua maa che vive nel nord della Tanzania e nel sud del Kenya, anche all’interno dell’Area di conservazione di Ngorongoro. Visitare una comunità può essere davvero significativo quando è organizzato insieme a quella comunità, pagato in modo equo e presentato con onestà, e deludente o invadente quando non lo è.
AvventuraSafari in mongolfiera
Un safari in mongolfiera significa una sveglia prestissimo, un decollo mentre il cielo si schiarisce e circa un’ora di volo basso sulle pianure prima di atterrare per una colazione nella boscaglia. Per molti è la mattina più memorabile del safari ed è anche l’attività singola più costosa, quindi vale la pena decidere per tempo.
Fauna selvaticaBirdwatching
La Tanzania è uno dei Paesi più ricchi d’Africa per gli uccelli, con più di 1.100 specie censite. Laghi alcalini, savana, foresta costiera, zone umide e gli antichi monti dell’Arco Orientale stanno in un unico Paese, e le foreste di montagna in particolare ospitano specie che non esistono altrove.
PaesaggiBaobab e paesaggi
I paesaggi della Tanzania sono memorabili quanto la sua fauna: valli punteggiate di baobab, kopje di granito che si alzano dalle pianure aperte, scarpate della Rift, foresta montana e una costa lunga e orlata di palme. Per i fotografi in particolare, il Paese offre scenari che reggono benissimo anche senza un animale nell’inquadratura.
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Arusha
La porta d’accesso, verde e vivace, ai parchi del nord della Tanzania.

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Parco nazionale del Lago Manyara
Un parco raccolto e verde tra la parete della Rift Valley e un lago alcalino scintillante.

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Pianure sconfinate, grandi felini e la Grande Migrazione.
