
Circuito Sud
Parco nazionale dei monti Udzungwa
Foresta pluviale dell’Arco Orientale, cascate altissime e primati che non esistono altrove.
- Superficie
- Circa 1.900 km²
- Altitudine
- Da circa 250 m nelle zone basse a oltre 2.500 m sulle cime più alte
- Istituito
- Istituito come parco nazionale nel 1992
- Ideale per
- Camminate nella foresta pluviale, cascate e primati endemici, senza fotosafari in veicolo
I monti Udzungwa sono il blocco più esteso dei monti dell’Arco Orientale, un’antica catena di rilievi boscosi che attraversa la Tanzania e il Kenya sud-orientale. Poiché queste foreste sono state climaticamente stabili per moltissimo tempo, hanno accumulato un numero straordinario di specie che non esistono altrove – piante, anfibi, uccelli e primati – e sono riconosciute a livello internazionale come un punto caldo di biodiversità.
Il parco nazionale copre circa 1.900 km² ed è insolito in Tanzania perché conserva una foresta continua dalle zone basse a circa 250 m fino a cime oltre i 2.500 m. La camminata più frequentata sale nella foresta fino alle cascate di Sanje, che precipitano a gradini per circa 170 m; alla base c’è una pozza e in cima un punto panoramico affacciato sulle piantagioni di canna da zucchero molto più in basso.
Due primati di questi monti sono stati scoperti dalla scienza in tempi recentissimi: il colobo rosso dell’Udzungwa e il mangabey di Sanje, quest’ultimo descritto solo alla fine degli anni Settanta. Vederli richiede pazienza, una buona guida e un po’ di fortuna. All’Udzungwa tutto si fa a piedi – non ci sono strade nel parco né fotosafari in veicolo – e questo ne fa un contrasto gratificante rispetto a un safari in auto, e un abbinamento naturale con il Mikumi o con il Ruaha.

Punti salienti
- Le cascate di Sanje, che scendono a gradini per circa 170 m, con una pozza balneabile alla base
- Primati endemici come il colobo rosso dell’Udzungwa e il mangabey di Sanje (avvistamenti non garantiti)
- La foresta pluviale dell’Arco Orientale, una delle foreste biologicamente più importanti d’Africa
- Camminate nella foresta, da una passeggiata di mezza giornata a trekking di più giorni come il sentiero Mwanihana
- Un birdwatching di foresta eccezionale, con diverse specie dell’Arco Orientale ad areale ristretto
- Un parco che si visita solo a piedi: un vero cambio di ritmo rispetto ai safari in veicolo
- Facile da combinare con il Mikumi, e sulla strada verso il Ruaha
Cosa fare
- Camminata guidata di mezza giornata alle cascate di Sanje (il percorso più frequentato)
- Sentieri Sonjo o Campsite di una giornata intera attraverso la foresta di pianura
- Trekking di più giorni sul sentiero Mwanihana verso le cime della scarpata, con campo lungo il percorso
- Camminate di osservazione dei primati e birdwatching con una guida specializzata
- Visite ai villaggi e alle risaie nelle comunità lungo il confine del parco
Fauna che potreste incontrare
La fauna selvatica resta selvatica: queste sono le specie che si spera di incontrare qui, mai una garanzia.
- Colobo rosso dell’Udzungwa, endemico di questi monti
- Mangabey di Sanje, descritto dalla scienza solo alla fine degli anni Settanta e presente unicamente qui
- Colobo bianco e nero angolano, cercopiteco dal diadema e babbuino giallo
- Elefante e bufalo nella foresta di pianura, presenti ma visti di rado da chi cammina
- Cefalofo di Abbott e altre antilopi di foresta, avvistate molto raramente
- Uccelli di foresta dell’Arco Orientale come la nettarinia alirossicce e la pernice di foresta dell’Udzungwa (entrambe difficili da trovare)
- Una ricca fauna di anfibi, rettili e farfalle, con molte specie localizzate
Organizzare la visita
- Periodo migliore
- Si cammina tutto l’anno, ma i mesi più asciutti, all’incirca da giugno a ottobre e di nuovo intorno a gennaio-febbraio, offrono l’appoggio più sicuro. I sentieri sono ripidi e diventano scivolosi con le piogge, e le sanguisughe sono più comuni quando è bagnato; la foresta è però al massimo del verde e dell’attività dopo la pioggia.
- Come arrivare
- Su strada dal Mikumi, di solito in un’ora e mezza-due ore, oppure in circa cinque-sei ore da Dar es Salaam via Morogoro. La sede del parco e le partenze dei sentieri si trovano a Mang’ula. Molti viaggiatori inseriscono l’Udzungwa tra il Mikumi e Iringa o il Ruaha.
- Buono a sapersi
- All’Udzungwa non esistono fotosafari in veicolo: tutte le visite si fanno a piedi, con una guida del parco, ed è obbligatoria.
- I sentieri sono ripidi, umidi e spesso scivolosi; scarpe da camminata robuste e con buona aderenza sono importanti, e la salita a Sanje è davvero impegnativa.
- Gli avvistamenti dei primati, in particolare del mangabey di Sanje, non sono mai garantiti.
- Sui sentieri bagnati possono esserci sanguisughe: calze lunghe e pantaloni aiutano; sono innocue ma sgradite.
- Si alloggia in lodge e guesthouse semplici intorno a Mang’ula; i trekking di più giorni prevedono il campo.
Cosa vedere qui
AvventuraSafari a piedi
Un safari a piedi cambia la scala di ogni cosa. Invece di coprire distanze si rallenta fino alle tracce, agli escrementi, al canto degli uccelli e all’odore delle foglie schiacciate, accompagnati da una guida professionista e da un ranger armato, come richiede il regolamento dei parchi. Si tratta di capire, non di collezionare grandi animali.
Fauna selvaticaBirdwatching
La Tanzania è uno dei Paesi più ricchi d’Africa per gli uccelli, con più di 1.100 specie censite. Laghi alcalini, savana, foresta costiera, zone umide e gli antichi monti dell’Arco Orientale stanno in un unico Paese, e le foreste di montagna in particolare ospitano specie che non esistono altrove.
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Safari in barca sul fiume Rufiji, in una delle grandi aree selvagge d’Africa.

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