
Cultura e storia
La culla dell’umanità
Depositi fossili, impronte antiche e pitture rupestri nel cuore del nord della Tanzania.
Sito del patrimonio mondiale UNESCO — Area di conservazione di Ngorongoro (che comprende la gola di Olduvai e Laetoli), iscritta nel 1979, e siti di arte rupestre di Kondoa, iscritti nel 2006.
La gola di Olduvai, sempre più spesso chiamata Oldupai, più vicino alla parola maa che indica la sisal selvatica che vi cresce, incide strati di cenere vulcanica e sedimenti lacustri nelle pianure tra Ngorongoro e il Serengeti. Poiché quegli strati si sono depositati in sequenza e possono essere datati, la gola conserva una documentazione insolitamente leggibile di fossili di ominini e utensili in pietra. Louis e Mary Leakey vi lavorarono dagli anni Trenta in poi; nel 1959 Mary Leakey trovò il cranio oggi attribuito al Paranthropus boisei, e fossili della gola contribuirono alla descrizione dell’Homo habilis negli anni Sessanta.
A Laetoli, a sud della gola, una squadra guidata da Mary Leakey portò alla luce alla fine degli anni Settanta piste di impronte conservate nella cenere vulcanica. Sono generalmente datate a circa 3,6 milioni di anni fa e di norma attribuite all’Australopithecus afarensis, e vengono ampiamente citate come prova della postura eretta in quell’epoca. La pista originale è stata ricoperta per proteggerla e non è aperta ai visitatori; i calchi sono esposti nei musei.
Molto più tardi, e su un registro diverso, arrivano i ripari rupestri dipinti di Kondoa, iscritti nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 2006. Si ritiene che le loro immagini di persone, animali e forme astratte coprano almeno duemila anni, con alcuni pannelli forse molto più antichi. Datare l’arte rupestre è difficile e le stime variano tra i ricercatori; molti dei siti restano importanti per le comunità locali di oggi, e l’interpretazione delle immagini non è definitiva.
Punti salienti
- La gola di Olduvai (Oldupai), una delle località fossilifere più note nello studio delle origini dell’uomo
- Il museo della gola, con esposizioni, calchi e un punto panoramico sulle aree di scavo
- Le impronte di Laetoli, datate a circa 3,6 milioni di anni fa (il sito è stato ricoperto ed è chiuso ai visitatori)
- I decenni di scavi della famiglia Leakey e i ritrovamenti che ne sono derivati
- I ripari rupestri dipinti di Kondoa, sito del patrimonio mondiale dell’UNESCO iscritto nel 2006
- Le sabbie mobili poco distanti: una duna a mezzaluna di cenere vulcanica che si sposta lentamente nelle pianure del Serengeti
- Un paesaggio in cui archeologia, geologia e comunità vive convivono fianco a fianco
Dove vederla
I posti migliori per viverla
Gola di OlduvaiCircuito Nord
La gola e il suo museo, sulla strada principale tra il cratere di Ngorongoro e il Serengeti: di solito una sosta di un’ora o due.
Area di conservazione di NgorongoroCircuito Nord
Olduvai e Laetoli si trovano entrambi nell’Area di conservazione di Ngorongoro, patrimonio mondiale per la sua importanza culturale oltre che naturale.
Siti di arte rupestre di KondoaCentro e Altopiani
Ripari rupestri dipinti sulla scarpata vicino a Kondoa, visitati con guide locali; i siti sono sparsi e si raggiungono a piedi.
Lago EyasiCircuito Nord
Il bacino di Eyasi ha restituito anch’esso importanti ritrovamenti fossili e archeologici, ed è abitato da comunità i cui modi di vivere sono studiati insieme a essi.
Dar es SalaamZanzibar e Costa
Il Museo nazionale conserva materiali e calchi relativi a Olduvai e Laetoli: una buona aggiunta se avete una giornata in città.

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